CGIA. Le dinamiche occupazionali e demografiche in vista del 2030

La CGIA (Associazione Artigiani Piccole Imprese) di Mestre pubblica un’analisi sull'impatto della crisi demografica sul mercato del lavoro e sul sistema previdenziale italiano all'orizzonte del 2030, elaborando dati ISTAT ed Unioncamere e MEF.

Secondo il documento, negli ultimi dieci anni (2015-2025) i giovani tra i 15 e i 34 anni sono diminuiti in Italia di 546.786 unità (-4,3%), scendendo a 12,14 milioni. Contestualmente, entro il 2029 lasceranno l'impiego per quiescenza oltre 3 milioni di lavoratori (3.042.000), di cui 1.608.300 nel settore privato, 768.200 nel settore pubblico e 665.500 lavoratori autonomi.

Il fenomeno dello spopolamento giovanile nel periodo 2015-2025 ha colpito maggiormente regioni del Mezzogiorno, con Calabria (-84.974 giovani), Sardegna (-59.070 giovani) e Basilicata (-21.905 giovani ai vertici della classifica nazionale. Rispetto alla difficoltà per gli imprenditori nel rimpiazzare i dipendenti in uscita/pensionamento, il fenomeno colpisce maggiormente il Nord Italia: Lombardia (64,6%), Emilia-Romagna (58,6%) e Veneto (56,5%) registrano infatti la maggior incidenza di dipendenti privati da sostituire sul totale delle uscite previste nel periodo 2025-2029.

Con una variazione del -13,4% nella fascia 15-34 anni (-125.787 individui), la Puglia si colloca al 6° posto in Italia per perdita percentuale di giovani, mentre un fabbisogno stimato di 153.500 lavoratori in uscita entro il 2029, la colloca al 9° posto per uscite totali dal lavoro. Con una pressione esercitata dai dipendenti privati pari al 47,6% (73.000 unità).
La provincia di Brindisi risulta la più penalizzata (-16,9%), seguita da Taranto (-14,9%) e Lecce (-14,0%). Pur registrando una flessione più contenuta (-12,0%), la Città Metropolitana di Bari perde oltre 34 mila giovani in termini assoluti.

Per approfondimenti si può consultare la fonte.

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Pubblicato il 03 agosto 2026