Istat. Le spese per i consumi delle famiglie. Anno 2025

L'Istat pubblica il report e i dati sulle spese per i consumi delle famiglie nel 2025 basato su un'indagine campionaria continuativa. La popolazione di riferimento è costituita dalle famiglie residenti in Italia e dagli individui che le compongono; il campione consiste in oltre 32 mila famiglie.

Nel 2025 la spesa media mensile per consumi delle famiglie è pari a 2.782 euro, in valori correnti, e risulta stabile rispetto al 2024 (2.755 euro). Nel Nord-est è del 39,3% superiore a quella delle famiglie del Sud (la più bassa).
In Trentino-Alto Adige si registra la spesa media mensile più elevata (3.444 euro), seguita da Umbria (3.257 euro), Valle d’Aosta (3.191 euro) ed Emilia-Romagna (3.159 euro), mentre Calabria e Puglia sono quelle con la spesa più contenuta, rispettivamente 2.042 e 1.975 euro mensili. 
Le regioni che mostrano, rispetto al 2024, un significativo aumento della spesa per consumi sono le Marche (+25,2%), dove si passa da 2.463 a 3.084 euro mensili, e la Sardegna (+10,7%), dove l’esborso mensile sale da 2.195 a 2.431 euro. 
In termini di composizione, in Trentino-Alto Adige si registrano le quote più elevate di spesa totale destinate a Servizi di ristorazione e di alloggio (8,7%, a fronte del 5,9% osservato a livello nazionale) e per Ricreazione, sport e cultura (4,8% contro il 3,8% a livello Italia). In questa regione si osserva anche il peso più contenuto della spesa per Prodotti alimentari e bevande analcoliche (16,1%), quota che raggiunge il massimo in Calabria (28,9%).

In Puglia, la spesa è destinata in quota maggiore rispetto alla media nazionale al soddisfacimento dei bisogni essenziali: il 22,5% della spesa è assorbito dai Prodotti alimentari e bevande analcoliche (contro il 19,8% del dato Italia), mentre la voce relativa ad Abitazione, acqua, elettricità e gas si attesta al 39,2% (superiore al 36,0% nazionale). Si registrano quote inferiori alla media italiana sia per i Servizi di ristorazione e di alloggio (4,2% contro il 5,9% nazionale), sia per Ricreazione, sport e cultura (2,2% a fronte del 3,8% dell'Italia).

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Pubblicato il 09 ottobre 2026